venerdì 2 dicembre 2011

S.Natale 2011







Avvento del Natale
Memoria della venuta storica di Gesù

“…..Poiché da Sion uscirà la Legge
e da Gerusalemme la parola
del Signore. Egli sarà Giudice
fra le genti e sarà àrbitro
fra molti popoli. Ed essi
foggeranno le loro spade in vomeri,
le loro lance in falci,
un popolo non alzerà più la spada
contro un altro popolo,
non si eserciteranno nell’arte
della guerra.
O figli della casa di Giacobbe,
venite e camminiamo nella Luce
del Signore ” (Isaia 2, 3-5).

E’ tempo dell’avvento della Grazia
e della misericordia di Dio!
Prepariamoci al Natale del Signore
- Re di giustizia e di pace -
che si è manifestato nel mondo,
per salvarci, svelando il suo volto
di Padre e Redentore.
Noi non sappiamo quando Egli
ritornerà, abbiamo, però, la certezza
della fine dei tempi.
“Comportiamoci onestamente - per dirla
con le parole dell’apostolo Paolo -
come in pieno giorno; non in mezzo
a gozzoviglie e ubriachezze,
non fra impurità e licenze, non in contese
e gelosie. Rivestitevi, invece,
del Signore Gesù Cristo e non seguite
la carne né i suoi desideri”
(Romani 13, 13-14).

L’apostolo Paolo nella Lettera ai Romani
ci esorta a vegliare e a vigilare,
nell’attesa operosa e gioiosa
della gloriosa e definitiva
venuta del Signore,
gettando via le opere delle tenebre,
per indossare le armi della Luce,
conformandoci alle sublimi
verità spirituali del Verbo incarnato.
Essere, dunque, irreprensibili nella nostra
condotta, saldi nella fede, con cuore
rinnovato, affinché il Signore,
venendo ci trovi pronti a ricevere
il premio della vita eterna, nella Gloria,
accanto a Sé, del Regno dei Cieli!


O.A. Bisignano

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In corso di lavorazione il Nuovo Saggio di Stelvio Nunziata: "L'Uomo Extratemporale"

INFO/News: 01/12/2011 - In corso di Lavorazione Editoriale, per la Collana di Studi e Ricerche sez. "Mito e Scienza" diretta e curata dalla prof.ssa Donatella Bisignano, docente e filosofa, il Saggio inedito dell'Autore Stelvio Nunziata, scrittore, saggista, ricercatore metodico e studioso poliedrico, dal Titolo: "L'Uomo Extratemporale", il Dono Mistico dell'Immortalità attraverso il viaggio per la conquista dell'Eternità.

Un Saggio a carattere filosofico e scientifico sul concetto di vita eterna, intesa come capacità dell'uomo a sopravvivere all'infinito, o per un lasso di tempo più o meno grande, senza dover per questo affrontare la condizione ineluttabile della morte fisica e/o biologica del corpo materiale; il corpo umano e l'anima nel loro divenire dialettico, attraverso un percorso evolutivo, che diviene fisico e scientifico ma anche di ascesi spirituale, e che spinge l'uomo ai confini della propria conoscenza e a desiderare l'eternità.

La "ragione" della Ricerca scientifica più innovativa e i "dogmi" della Fede religiosa, in materia di evoluzione biologica umana e di liberazione "escatologica" dell'essere sulla Terra, sono messi a confronto ed analizzati, secondo uno schema narrativo chiaro e divulgativo ed una chiave di lettura originale e avvincente.

La Redazione

lunedì 28 febbraio 2011

In evidenza: La Primavera Rivelata di Mariarosaria Salerno




In Corso di Lavorazione Editoriale il Nuovo Saggio di Storia dell'Arte di Mariarosaria Salerno: "La Primavera Rivelata" - Chiave di Lettura alla decodificazione dei Messaggi Ermetici e del Simbolismo Esoterico della Rinascenza.


Uscita editoriale prevista per il Mese di Maggio 2011!
Per info e prenotazioni dell'Opera Libraria, ordina la tua Copia, inviando una nota di acquisto sulle caselle
email:::. atanasiobisignano@yahoo.it - atanasiobisignano@editricecliodea.com - bisignano_at@libero.it - oppure clicca sul Form dei Contatti, sul web site http://www.editricecliodea.com/ -









Note Biografiche


Mariarosaria Salerno, nasce a Reggio Calabria, risiede a Cosenza, dove insegna, attualmente, Disegno e Storia dell'Arte negli Istituti Superiori.
Laureata in Architettura presso l'Università degli Studi di Reggio Calabria, si è specializzata a Roma in Tecniche della Conservazione dei Beni Culturali, conseguendo anche i titoli di Tecnico V.I.A. e di Addetto alla P.A., presso l'Istituto Superiore Europeo di Studi Politici, di Reggio Calabria.
Pluriabilitata all'insegnamento ha collaborato a numerosi progetti ministeriali, ed ha conseguito numerosi riconoscimenti in premi e concorsi letterari: Premio Nazionale “Mater”, Carrara, 1990; Premio Lett. Naz. ”Alfonso di Benedetto”, Chiusia Pesio (Cn), 1990; Premio “Citta’ del Marmo “, Carrara, 1990; Premio “Natale”, Carrara, 1990; Premio Internazionale permanente “Oggi futuro”, Reggio Cal., 1990/1991; Premio Naz. “Primavera Strianese”, Striano (Na), 1991; Premio Lett. Internaz. “Trofeo degli Appennini”, Luco, 1991; Premio Internaz. “Nuovi Orizzonti”, Sorrento, 1991; Premio Internaz. “Seleuropa”, Luco, 1991; Premio Naz. “Citta’ di Latina”, Latina, 1991; Premio Lett. Internaz. “Valori della Vita”, Napoli, 1991; Premio “Calabria 79 ”, Praia a Mare (Cs), 1991; V° concorso Lett. Internaz. “Giovanni Gronchi”, Pontedera (Pi), 1991; XXI° Conc. Internaz. “Golfo di Napoli”, Sorrento, 1992; XXIII° Conc. Internaz. “Giuseppe Ungaretti”, Sorrento, 1992; Premio Lett. Naz. “Dante Alighieri”, Montecatini, 1992; XXIIIª Ed. Conc. Internaz.”Premio San Valentino”, Terni, 1992; XXIIª Ed. Conc. Internaz.”Premio Madre Terra, Sorella Acqua”, Assisi, 1993; I° Premio Lett. Naz. “Omaggio a Giacomo Puccini”, Lido di Camaiore, 1993; Concorso Lett. Internaz. ”Premio Umbria”, 1993; Premio “Citta’ di Viareggio”, Lido di Camaiore, 1993; Concorso Internaz. “G. Ungaretti”, XXVIIIª Ed., Napoli, 1998; I° Premio Lett. Naz. “Giuseppe Federici, Rimini, 1999; Premio Internaz. “Citta’ di Santa Maria a Monte”, 2000; Premio Naz. “Litorale Pisano”, Pisa, 2000; Granpremio Internaz. “Interart”, Carrara-Hallstahammar, Carrara e Hallstahammar (Svezia), 2000; Concorso Internaz. “Citta’ di Avellino”, Avellino, 2001; Premio Nazionale Histonium, XXIVª Ed. Vasto ( Ch), 2009; I° Concorso di Poesia inedita “ il Federiciano”, Rocca Imperiale (Cs), 2009. VIIª Rassegna d'Arte e Letteratura “Omaggio a Cortona, Storica città d'Arte, Cortona, 2010; Rassegna d'Arte e Lett. “La Vela e il Mare, Lido di Camaiore, 2010; IVª Biennale d'Arte e Lett. “Omaggio alla Città di Roma, Roma 2010; Premio nazionale “Histonium”, XXVª Ed., Vasto (Ch), 2010.
L'Autrice è presente in numerose antologie poetiche e riviste, con poesie, racconti e saggi; per di più ha collaborato con recensioni e racconti alla rivista “Gli Artisti del giorno”, Cuneo, 1990-1991; ed ancora con diversi articoli a carattere storico-artistico e poesie che sono presenti nel periodico “L'Altra Reggio”, 1990-1991. Successivamente ha curato per l'Istituto d’Arte di Locri (Rc) “L’Annuario 1998”; ha pubblicato il volumetto “Castelli di Calabria - Storia, Arte, Folklore”, Ed. Pellegrini, Cosenza, 1999; ed ha collaborato con la rivista “Nuova Dimensione” con articoli a carattere storico, artistico o antropologico, Vibo Valentia, 2003-2004. La Scrittrice è presente, anche, con una sua analisi inserita nel ”I° Quaderno del Liceo”, 2006, realizzato dal Liceo Classico di Trebisacce (Cs), su una ricerca condotta dal prof. Bellino dell’Universita’ di Napoli sulle problematiche adolescenziali; infine ha pubblicato una prima Silloge poetica intitolata “Pennellate d’Azzurro”, Ed. il Filo, Roma 2008; ha pubblicato il volume intitolato “Il Portale nei secoli”, l’Officina delle Idee Edizioni, Cosenza, 2009; e di recente ha pubblicato per i tipi di Editrice Cliodea la Silloge “Le Parole del Cuore” Cosenza 2010; ed è diventata Redattrice per la Calabria di Cronache Italiane, testata dell'Ansa.
Oltre a ciò, per il liceo classico di Melito Porto Salvo (Rc), ha curato i costumi e le scene della “Medea”, 1995; per l'IPSSCTSP di Vibo Valentia ha realizzato le scenografie della rappresentazione teatrale “La Giara”, 2001; ha collaborato alla realizzazione di mostre e di carri allegorici di carnevale per l'Istituto Statale d'Arte di Locri (Rc), 1998-1999, per conto del quale ha prodotto uno studio sul “gioiello magnogreco”, la cui collezione è stata poi realizzata dall'orafo Gerardo Sacco; ha realizzato le scenografie della rappresentazione teatrale “Changing”, organizzata dal Liceo Scientifico “E. Fermi di Cosenza, 2010; è presente in cataloghi artistici e siti internet con recensioni d'arte, tradotti anche in lingua straniera; è stata relatrice in numerosi convegni e conferenze; è entrata a far parte del Comitato tecnico-scientifico della Casa Editrice Cliodea, in qualità di direttrice e curatrice, della Collana editoriale di “Storia dell'Arte e Architettura”, nonché Vice Presidente dell'Associazione Culturale “Credendo Vides International Onlus”, di prossima istituzione.



Premessa dell'Autrice


L'Arte ha da sempre celato misteri interpretativi connessi al momento storico in cui si è realizzata, alle civiltà presso la quale si è evoluta, alle funzioni che l'opera d'arte doveva assolvere. Così da un'arte primitiva, simbolica, con funzione magica o propiziatoria, si è passati ad espressioni artistiche più razionali, che utilizzavano regole e leggi, applicavano canoni, ricercavano nuove tecniche.
Attraverso i secoli, l'Arte si è posta numerose domande ed a cercato di risolvere problematiche tecniche, funzionali ed estetiche di notevole interesse scientifico, coinvolgendo ambiti sempre più vasti e specialistici. Tuttavia, storicamente, non sempre, gli artisti hanno goduto di grande fama ed attenzioni, che fossero considerate degne di vera lode e gratitudine, per i successi artistici, conseguiti dai medesimi. Eppure, gli artisti, soprattutto nel Rinascimento, non sono stati solo dei semplici “esecutori di opere” o “degli artigiani”, come erano ritenuti nel Medioevo, difatti, l'artista rinascimentale era stimato come “uomo colto ed erudito”, “un profondo osservatore della natura”, “un ricercatore attento e minuzioso”, conoscitore di ambiti disciplinari molto diversi tra loro, eppure non sempre questi aspetti, sono stati tramandati con esattezza sullo sfondo dei fatti più salienti della storia.
Solo in alcuni casi, come è accaduto, ad esempio, per Leonardo da Vinci, per Piero della Francesca, per Leon Battista Alberti, è stato possibile rilevare l'importanza dello studio effettuato da quegli illustri personaggi di quel secolo, essendo che i loro scritti, appunti e trattati sono pervenuti integri fino ai nostri giorni. Di Leonardo, inoltre, ci sono giunti svariati scritti (appunti, schizzi, lettere, ecc.) ai quali si è potuto concretamente attingere, per avere informazioni sugli studi di ingegneria militare, di architettura industriale, di meteorologia, di fisica, di anatomia, di tecnologia, ecc. Anche i trattati di Leon Battista Alberti, sulla pittura, sulla scultura e sull'architettura hanno prodotto una svariata quantità di informazioni. Così pure, per quel che concerne la produzione artistica e letteraria di Piero della Francesca. Tra gli artisti-letterati, di gran fama, il Vasari si è rivelato una delle fonti più accreditate ed attendibili.
Questo lavoro, pertanto, non vuole solo fare emergere l'importanza dell'arte in un particolare periodo storico, artistico, e sociale come quello rinascimentale; ma vuole nel contempo far conoscere ai lettori la grandezza di una singolare personalità artistica, in questo caso, il Botticelli, ed evidenziare le numerose difficoltà riscontrate dai critici o studiosi, anche, dell'arte moderna ad interpretare adeguatamente e correttamente tutta la sua produzione artistica, attraverso l'analisi di un'opera meravigliosa, celeberrima, come è appunto, “La Primavera”.
La Primavera, che Botticelli ha caricato di significati, velandone il vero senso del racconto alle moltitudini, per mezzo di simbolismi tra i più misteriosi ed indecifrabili, pure ad una lettura più attenta, risulta che il Maestro in questione non utilizzò un solo “codice”, ma diversi codici interpretativi. La scelta da parte mia di questo titolo: “La Primavera Rivelata” nasce, proprio perché, il termine “rivelare” cela significati sottili e contingenti, infatti il verbo “velare”, vuol dire celare, nascondere, coprire con un velo; mentre la parola “rivelare” vuol dire rendere manifeste le cose sconosciute, segrete e misteriose. La Primavera, che volutamente è stata velata nella sua essenza con l'uso di simbolismi criptici ed esoterici, ora più che mai rivela la sua vera identità.
Il presente studio si sviluppa attraverso cinque Capitoli, ognuno dei quali cercherà di chiarire quegli aspetti specifici congiunti all'opera; ed inoltre servirà per una completa ed articolata comprensione della medesima. Il primo Capitolo, di introduzione, focalizza l'attenzione sull'autore e sul ruolo degli artisti nel Rinascimento. Il secondo Capitolo, trattando il significato figurale e retorico dell'opera d'arte, si trasforma in substrato per la comprensione del Terzo, che entra, al contrario, nel vivo dell'indagine, attraverso una “lettura” metodologica dell'opera, trattando varie ipotesi e vagliando fonti, motivazioni, elementi reali e non, per cercare di giungere ad ipotesi attendibili. Vengono, inoltre, confrontate tesi, opinioni, ricerche, studi, critiche; tutte notizie interessanti, tutti apportatrici di piccoli tasselli nella realizzazione di un grande “puzzle”, e cioé svelare “il mistero, o meglio i misteri, della Primavera”.
Il quarto Capitolo si sofferma sul concetto di bellezza nelle varie epoche e quindi sull'estetica. Infine il quinto Capitolo rivela il linguaggio dei fiori, che sono molto presenti nel quadro. Naturalmente, ringrazio tutti coloro che mi hanno incoraggiata nel portare avanti questo mio studio e mi hanno aiutata nel reperimento di materiale più o meno interessante per la completezza del saggio, trattando ambiti molto diversi, dalla storia, alla filosofia, dal simbolismo, alla floricoltura, dalle tecniche, alla psicanalisi.
In particolare ringrazio di cuore il mio editore, Dott. Atanasio Bisignano, che da uomo colto e raffinato; e da “iniziato”, ha compreso i significati più criptici e profondi del saggio, sostenendomi ed aiutandomi. Un ringraziamento sentito lo esprimo nei confronti dell'Arch. Prof. Fulvio Terzi per aver fornito informazioni e materiale critico di grande importanza; un caro e affettuoso ringraziamento lo rivolgo pure alla collega ed amica, Prof.ssa Donatella Bisignano per tutto il lavoro di revisione e per i consigli e suggerimenti che mi ha dato per la trattazione filosofica; e al di lei padre, Prof. Ottavio A. Bisignano, per aver voluto arricchire ed impreziosire, il mio lavoro con le sue opere poetiche; ed infine, un doveroso ringraziamento lo rivolgo anche al collega Prof. Antonio Niccoli per avermi reperito materiale e saggi, molto utili alla realizzazione di questa opera.
Mariarosaria Salerno

giovedì 14 ottobre 2010

3a Edizione della Fiera del Libro Calabrese




> La Casa Editrice Cliodea, Editoria Indipendente, libera e solidale, ci sarà con tutte le sue nuove produzioni! by http://www.editricecliodea.com/


domenica 3 ottobre 2010

Studio Critico: "La Pittura Cosmica" in Italia a cura di Mariarosaria Salerno

LA PITTURA COSMICA DEL MAESTRO CARLO MENDICINO

Di Mariarosaria Salerno

In occasione di una conferenza avente come tematica “Il mondo di Alice”, inteso come espressione di realtà doppie e parallele, partecipai in qualità di relatrice affrontando il tema “La rappresentazione del non visibile nella poetica cubista”, dove oltre ad evidenziare le particolarità della rappresentazione cubista, approfondendo il cubismo orfico, mi soffermavo sul ruolo dell’artista-genio, colui che ha la capacità di vedere la realtà non solo con l’occhio fisico, ma anche e soprattutto con l’occhio del cuore e della mente.
Una visione totalitaria che va oltre la materia.
Ed è proprio con l’occhio del cuore e della mente che il maestro Carlo Mendicino realizza le sue opere, perché bisogna usare l’occhio del cuore, quello delle emozioni e dei sentimenti forti e puri, per esprimere una poetica così elevata, e l’occhio della mente, che ha la facoltà di portarti e relazionarti con l’infinito; la mente, che con la sua capacità annulla spazio e tempo, si muove ad una velocità maggiore della luce e nel giro di pochi secondi riesce a portarti in altri mondi, in altre galassie, nell’universo infinito.
Carlo Mendicino viaggia virtualmente nell’universo con facoltà non comuni, inutilizzati dai più, per fruire realtà diverse, realtà di cui coglie l’essenza con una visione prospettica totalitaria, completa, che tecnicamente applica mirabilmente nelle sue opere.
La prospettiva che lui utilizza, che definirei “prospettiva cosmica”, è completamente innovativa, e non si basa sulla prospettiva tecnica brunelleschiana, né sulle prospettive degli avanguardisti del primo Novecento, né può paragonarsi alla visione cubista, che peraltro annulla quasi ogni definizione prospettica tradizionale e consente la simultaneità della rappresentazione determinando una deformazione visiva dovuta alle proiezioni dei vari piani rappresentati; la prospettiva del maestro Mendicino è una tecnica che necessita di un occhio particolarmente acuto e sensibile, oltre che allenato, per scoprire i vari punti di vista, simultanei, utilizzati per la visione, che è una visione realistica.
La rappresentazione di mondi, di galassie, di nebulose, di creazioni, con i colori soffuse delle albe e dei tramonti e le varie infinite sfumature del creato costituiscono la definizione iconografica e l’essenza della poetica del maestro Carlo Mendicino, una “pittura cosmica”, che parte dal caos primordiale, quel brodo ancestrale ed alchemico, che ispirò Dio a mettere un po’ d’ordine nell’universo, regolandolo da leggi fisiche.
Il maestro non ha una visione parziale della realtà che rappresenta, ma con l’occhio della mente, che in precedenti esperienze ha conosciuto tutto l’universo rappresentato e ne ha immagazzinato l’essenza nella sua totalità, realizza squarci di rara bellezza.
Non siamo nel mondo della fantasia, né del non reale, né del concreto mentale, né di rappresentazione di una realtà onirica, cioè fruibile solo con i sogni, come per i surrealisti, o di una realtà orfica, immaginaria, costruita nei meandri della mente; si tratta invece di una rappresentazione reale, che si esprime attraverso stadi evolutivi, dove non vi è nulla di illusorio o di allusivo.
La pittura cosmica del maestro Mendicino non deve essere fruita a livello fisico, per essere compresa, deve essere emozionalmente sentita a livello sensibile, penetrando le leggi del mistero, il cui possesso da la capacità di condurti all’estremità dell’Universo, di farti viaggiare ad una velocità superiore a quella della luce, a condurti con la mente in altre galassie, facendoti assaporare e fruire la nuova realtà, una realtà superiore, nata dalla ricerca di dimensioni superiori, espressione di armonia cosmica.
Solo allora si potrà viaggiare virtualmente nello spazio infinito e nel tempo illimitato, penetrare i misteri più criptici dell’universo, scoprire le leggi della materia.
Chi utilizza questo percorso, di natura esoterica, è sicuramente un iniziato all’arte, intesa nella forma più pura, assoluta e universale.
Viaggia con la propria mente, visitando non solo il mondo e l’Universo, ma tutte le realtà parallele, penetrando in dimensioni soprasensibili.
Un’arte esteticamente piacevole per molti fruitori, ma comprensibile da solo da chi intercetta le stesse lunghezze d’onde: le onde cosmiche dell’Universo infinito.
Cosenza 30 Settembre 2010
Salerno Mariarosaria

giovedì 30 settembre 2010

In corso di Lavorazione Editoriale

> Bozze di pre-editing


> Working in progress:









    • Collana di Storia dell'Arte e Architettura: "La Primavera" Indagine, filologica, artistica, filosofica di Mariarosaria Salerno - Saggio di Storia dell'Arte sulla celeberrima opera pittorica del pittore rinascimentale Sandro Botticelli.


    • Collana di Storia Antica e Archeologia: "Storia di Cosenza" Storia, Arte e Cultura della Città Brezia di Giovanni Cimino - Saggio etnostoriografico, in due volumi, sulla storia della fondazione della città di Cosenza, in Calabria.


lunedì 13 settembre 2010

I° Concorso Nazionale di Narrativa Storica Inedita 2010: “ Sulle tracce dei Templari – Storie e misteri d'Italia”.


Comunicato Stampa




I° Concorso Nazionale di Narrativa Storica Inedita 2010: “ Sulle tracce dei Templari – Storie e misteri d'Italia”.

Evento culturale promosso dall'Associazione Culturale “Sifeum” di Castrovillari (CS).


Nominata la Giuria d'onore.


L'Associazione Culturale Sifeum, il cui scopo è quello di promuovere la storia antica, l'Arte e l'Archeologia in terra di Calabria, in collaborazione con l'Agenzia Editoriale Cliodea di Atanasio Bisignano Editore, in merito alla prima edizione del Concorso Nazionale di Narrativa storica inedita, dal titolo: “Sulle tracce dei Templari: Storie e Misteri d'Italia” riservata ai racconti inediti su trama storica o fantastica, nomina la Giuria Tecnica della Kermesse Culturale in programma. La commissione esaminatrice, pertanto, è così composta:

Dott. Mauro Giorgio Ferretti, Presidente dell'Associazione Cavalieri Templari Cattolici d'Italia, autore di numerose pubblicazioni sui Templari;
Prof. Pasquale Moschiano, Studioso e cultore di ricerca storica, artistica e delle tradizioni del territorio del Vallo del Lauro. Autore di diverse pubblicazioni a carattere storico;
N. H. Cav. Atanasio Bisignano, CCC International Knight of Malta OSJ USA of Krak (Assisi - Malta). Editore, Pubblicista e Fondatore della Casa Editrice Cliodea;
Prof.ssa Mariarosaria Salerno, docente, saggista, poetessa. Storica dell'Arte – Autrice di numerose pubblicazioni a carattere divulgativo, scientifico e di testi scolastici (Direttrice della Collana Editoriale di “Architettura e Storia dell'Arte” della Casa Editrice Cliodea);
Prof. Guglielmo Viti, Archeologo, imprenditore nel campo del restauro conservativo di monumenti storici, autore del saggio “La Madonna della Nova di Rocca Imperiale – Il mistero del quadro”;
Padre Edoardo Caruso, autorevole Padre Spirituale della Commenda di Cavalieri Templari “San Michael” di Rossano.


Secondo il programma ed il bando di concorso, pubblicato sul sito http://www.sifeumcalabria.it/, si prevedono nella premiazione dei racconti inediti, tre categorie di merito – 1°, 2°, 3° classificato – ed eventualmente per i lavori più dotati qualche segnalazione di merito. Il Concorso letterario, premierà i racconti che più si saranno distinti, per qualità espressivo/letteraria e originalità creativa.
La premiazione nazionale dei vincitori, avverrà, sabato 25 settembre 2010 a partire dalle ore 16.30, presso la cornice storica-architettonica del suggestivo “Protoconvento Francescano”, sito nella cittadina di Castrovillari, in provincia di Cosenza (CS).


Uff. Stampa e Comunicazione Cliodea
Resp. Prof.ssa Donatella Bisignano
www.editricecliodea.com

domenica 20 giugno 2010

Nota: Lettura del Santuario di Pirro nel territorio dei "Brettii" di G. Cimino















LETTURA DEL SANTUARIO FATTO ERIGERE DA PIRRO NEL TERRITORIO DEI "BRETTII"
di Giovanni Cimino



CENNI STORICI
Da fonti greche e latine risulta che Pirro, chiamato in aiuto dai Tarantini per combattere contro i Romani, giunse in Italia nel 280 a.C.; successivamente, dopo essere stato in Sicilia, nell'autunno del 276 a.C. durante la traversata dello stretto di Messina, i Cartaginesi, insieme ai Mamertini ed ai Campani di Reggio, lo impegnarono, costringendolo a dura battaglia nella quale subì una grave sconfitta navale e perse molte navi, le altre furono danneggiate e soltanto dodici rimasero illese. Pur tuttavia egli riuscì a sbarcare a nord di Reggio, dove dovette di nuovo difendersi contro i mercenari Campani di Reggio e i Mamertini di Messina. Egli cercò di impadronirsi di Reggio, ma venne ferito alla testa da un colpo di spada da un ufficiale nemico mentre sbalzava dalla sella. Ferito si ritrasse un po' dalla mischia ed un soldato nemico lo sfidò; Pirro si fece largo e raggiuntolo gli sferrò un vigoroso colpo di spada sulla testa, tagliando il corpo in due metà, dall'alto verso il basso. I nemici spaventati si fermarono. Da quel momento fino a Taranto, percorse indisturbato il resto della strada (Plutarco). Pirro si avviò alla volta di Taranto, passando da Locri, città che riconquistò e dalla quale fece rubare i tesori custoditi nel tempio dedicato a Persefone. Una tempesta rimandò le navi cariche di oro e doni votivi sulla spiaggia. Pirro dopo aver fatto restituire i tesori se ne partì per via di terra (Tito Livio). Quanto afferma Tito Livio, rientrava nella tattica del re epirota (lo aveva già fatto al suo arrivo nella penisola e successivamente in Sicilia)*, per questo motivo il viaggio per via di terra doveva essere stato iniziato a Reggio e terminato nel territorio dei "Brettii", nei pressi dell'attuale Campana, per poi ripartire dalla foce del fiume Nicà per via di mare, evitando per varie ragioni Turi.
Dopo essere stato a Locri, Pirro passò da Crotone e poi raggiunse il territorio dei "Brettii".
___

*
-Nel 280 a.C., Pirro sbarcò nel territorio dei Messapi dopo una non facile traversata, a causa di un forte ed insolito (perché in primavera) vento di tramontana. Successivamente s'incamminò alla volta di Taranto con duemila fanti circa e pochi cavalieri, mentre Cinea gli andò incontro con i propri soldati; poi le navi giunsero dal mare e la maggior parte delle forze si riunì.
-Nel 278 a.C., Pirro da Catania raggiunse Siracusa per via di terra (lungo la via costiera), contemporaneamente la sua flotta, salpando da Catania e navigando vicino alla sponda, approdò nella stessa Siracusa.





RISULTATI EMERSI DA STUDI INCROCIATI
Il re epirota era consapevole di aver suscitato l'ira di Persefone, profanandone il tempio, per questo motivo, lungo il percorso che lo portava a Taranto e dopo essere passato da Crotone, si fermò nei pressi dell'attuale centro abitato di Campana (CS), nella località detta erroneamente "Incavallicata", dove fece erigere un santuario per ingraziarsi gli Dèi.

IL SITO DEL SANTUARIO
"Incavallicata" è detta, attualmente, un'altura che si trova a tre chilometri di distanza da Campana (CS), nella Sila Greca. Al chilometro 38 della S.S. Silana di Cariati N. 108 ter si dirama una breve stradina che porta direttamente all'ingresso del santuario, fra due sculture architettoniche: un elefante asiatico ed un altare a torre. L'ingresso è rivolto a Sud. Una volta arrivati sulla soglia, ci si trova a sinistra la scultura dell'elefante (sua parte sinistra) e a destra l'altare a torre (sua parte sinistra). Probabilmente ed erroneamente, l'altura venne così chiamata per la presenza di uno pseudoarco collocato (o meglio: fissato) da una parte sulla schiena della scultura dell'elefante e dall'altra sull'altare a torre. Ma l'altura, nel 1742 si chiamava "Tacavallicata", nome corrotto che deriva da "taxa" e "villicus" (ovvero: da tassa e da esattore o intendente), poiché nel Medioevo e succesivamente era un luogo dove venivano pagate le tasse, soprattutto dai contadini (in favore dei ricchi locali) ad un esattore. "Tacavallicata", quindi, era un nome dato al sito in oggetto per indicarne l'uso che se ne faceva. Altra cosa è invece il nome attribuito dalle persone, che si riferiva alla definizione dell'intero complesso come appariva visivamente alla loro fantasia, fantasia che ha giocato e gioca ancora oggi brutti scherzi, portando lontano dalla realtà. Pur tuttavia la definizione popolare data, indicava la presenza dei tre elementi di scultura architettonica, uno dei quali, lo pseudoarco era collocato sugli altri due.

INTRODUZIONE ALLA LETTURA DEL SANTUARIO
Il santuario era formato da tre elementi di scultura architettonica: un elefante asiatico, un altare particolarmente elevato, a torre, ed uno pseudoarco.
-La scultura dell'elefante asiatico simboleggia il guardiano del luogo sacro ed è stato collocata all'entrata (rivolta ad Est Sud-Est); inoltre, a modo di Atlante, reggeva, da una parte, sulla schiena, lo pseudoarco. È formata da più blocchi sovrapposti in ordine di successione che poggiano sulla parte inferiore affiorante e propria dell'altura. Fra un blocco e l'altro è stata usata la malta.
-L'altare, particolarmente elevato, a torre, presenta due semicolonne binate ed è dotato, fra i due capitelli, di una cavità (che sprofonda nella parte posteriore) raggiungibile in origine per mezzo di una scala a due rampe che si trovava sul lato destro. Le semicolonne hanno rispettivamente capitello campaniforme (ovvero: a campana rovesciata), il fusto è liscio (non solcato da scanalature verticali) e assottigliato progressivamente verso il basso, la base è semplice e arrotondata. I due capitelli terminano con un lastrone (l'àbaco) sul quale poggiava da una parte lo pseudoarco. La cavità o vuoto è stata scavata rispettivamente nella parte centrale di due blocchi sovrapposti e sprofonda nella parte posteriore dell'altare con uno sfiatatoio. L'altare a torre è stato scolpito ad altorilievo soltanto sulla faccia anteriore orientata a Nord e parzialmente sui due lati adiacenti. Esso è formato da più parti; quella più bassa è propria dell'altura, le altre parti, in ordine di successione, sono sovrapposte alla prima; fra un blocco e l'altro è stata usata la malta.
-Lo pseudoarco (gigantesco) simboleggiava un arcobaleno-ponte, ovvero: l'arcobaleno, considerato ponte che collegava la Terra con il Cielo, o ancora la passerella che Zeus aveva gettato fra la Terra ed il Cielo; ad attraversare l'arcobaleno-ponte era Iride. Lo pseudoarco era l'elemento di raccordo che univa altare ed elefante; i suoi resti si trovano sull'àbaco e "in situ" (quelli in quest'ultimo sono suddivisi in tre gruppi; il gruppo maggiore si trova in fondo al pendìo interno). Lo pseudoarco era formato da alcune parti (almeno cinque più due scolpite unitamente alle rispettive basi) unite con perni lapidei e con l'uso della malta. Nel 1875 circa lo pseudoarco non era ancora crollato, poiché nel 1875 circa Padula (Acri 1819-1893) segnalò la sua presenza, chiamandolo: "arco ciclopico". Lo pseudoarco, con ogni probabilità, è il "segno o immagine di culto" con il quale la divinità si è manifestata agli occhi di Pirro nell'autunno del 276 a.C.: un arcobaleno (dopo un temporale) e che Pirro ha fatto materialmente realizzare per ingraziarsi gli Dèi.

RIFLESSIONI
Nel santuario in oggetto ci troviamo di fronte ad un monumento non realizzato da artisti e voluto, fortemente, da Pirro. La tecnica scultorea usata presenta peculiarità dell'Arte Indiana del Periodo Maurya con influssi artistici di altri popoli (Siriano, Egizio, Persiano, Greco, Assiro e Babilonese). Pirro aveva con sé un esercito multietnico ed il monumento in questione è lo specchio di tutto questo. Il santuario di Campana ha un valore più storico che artistico; i tre elementi che lo componevano ci conducono, come filo d'Arianna, a Pirro. Il santuario (ora mutilo di un elemento) si trova sotto gli occhi di tutti i passanti che percorrono la Strada 108 ter e, inoltre, è visibile dal centro abitato di Campana (dal quale dista in linea d'aria appena un chilometro). Non esiste nessun gigante (uomo gigantesco) di pietra e le "gambe", delle quali qualcuno fantasiosamente parla, non sono altro che le due semicolonne binate dell'altare particolarmente elevato, "a torre". I toponimi ci portano lontano dal significato reale, perché corrotti, come è il caso di Cozzo del Gigante e M. del Gigante che si ritrovano in alcune carte geografiche per indicare l'"arco ciclopico nella rotonda Incavallicata" (detto così da Padula nel XIX secolo). Il "gigante" che si ritrova scritto nelle carte geografiche si riferiva ad una mole gigantesca e non ad un monte gigante o del gigante. Per quanto riguarda la denominazione di Campana subentrata a quella di Calàsarna, non può che farmi pensare al passaggio di Pirro nel territorio dei "Brettii" e, quindi, al santuario in questione raffigurante, fra l'altro, un elefante asiatico, poiché ogni elefante da guerra al seguito di Pirro portava una o più campane, come risulta dalla raffigurazione del terzo secolo a.C. su un piatto d'argento che si trova nel Museo dell'Ermitage a San Pietroburgo (Russia); inoltre, le campane, portate dagli elefanti da guerra asiatici, figurano in un bassorilievo risalente al secondo secolo a.C. che si trova a Mathura (India).

venerdì 18 giugno 2010

Giovanni Cimino

Giovanni Cimino ha conseguito vari titoli di studio e di cultura fra i quali: il Diploma dell'Istituto Superiore di Scienze Sociali (con Tesi in Ricerche Sociali), le lauree in Lettere (con tesi in Storia Romana) e in D.A.M.S. Indirizzo Arte (con Tesi in Storia delle Tecniche Artistiche).
Annovera alcuni importanti rinvenimenti archeologici, fra i quali, nel 1984, una stele funeraria romana risalente al III secolo d.C., rinvenuta in Contrada Badessa di Portapiana (Cosenza) e attualmente custodita presso il Museo Civico di Cosenza.
Nella seconda metà degli anni ottanta, è stato fra i componenti del Gruppo Archeologico di Cosenza, presso la cui sede, il 15 aprile del 1987, ha relazionato su: “L'età del Bronzo in Calabria, Broglio di Trebisacce”.
Il 4 luglio del 2000, presso l'ex Convento dei Cappuccini di Dipignano, ha tenuto una relazione dal titolo: “Intorno alla sepoltura di Alarico”.
È fra i soci fondatori dell'Accademia Montaltina degli Inculti; è vice presidente della sezione di Cosenza di “Italia Nostra”; è socio corrispondente dell'Accademia Cosentina; è socio ordinario dell'Istituto Calabrese per la Storia dell'Antifascismo e dell'Italia Contemporanea; è il Direttore della Collana di poesia “Poeti del Nuovo Millennio” della Casa Editrice Cliodea di Atanasio Bisignano Editore.

Ha pubblicato i seguenti Libri:

Tristezza, Speranza, Fantasia, Cosenza 1980;
L'istituzione del diritto d'asilo presso gli Ebrei, i Greci ed i Romani, Mendicino (Cs) 1990;
L'elefante di Pirro a Campana. Monumento del III secolo a.C. Fatto erigere da Pirro, per ingraziarsi gli Dèi, Cosenza 2005;
Fruizioni, Cosenza 2008.

Inoltre, suoi contributi si trovano in vari libri e pubblicazioni a carattere tecnico-scientifico.